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Storie di donne: Luisa Spagnoli, la donna “visionaria”

Proprio ieri ho inaugurato sul mio profilo Instagram una rubrica dedicata alle donne. A quelle che hanno fatto la storia, a quelle che nonostante un trascorso burrascoso hanno trovato la loro strada, il loro successo… A quelle che combattono una battaglia, di ieri o di oggi.

Il Capitolo si è aperto con una delle donne che più ho ammirato quando sono venuta a conoscenza della sua storia: Luisa Spagnoli.

Nata a Perugia nel 1877, la sua carriera comincia insieme al marito, Annibale Spagnoli con una drogheria nella quale vendevano confetti.

Luisa Spagnoli, donna, madre, imprenditrice visionaria.

L’azienda Perugina

Dopo qualche anno, insieme a Francesco Buitoni e Leone Ascoli, fonderà una piccola azienda nel centro storico di Perugia. Un’azienda che, nel giro di qualche anno, diventerà quella che noi conosciamo bene, la Perugina.

Dai confetti alla produzione di alcuni prodotti storici dell’azienda, come la caramella Rossana o la tavoletta di cioccolato Luisa, per finire con il famoso Bacio Perugina ideato proprio da Luisa stessa.

Il cioccolatino più romantico al mondo avrebbe dovuto chiamarsi “cazzotto” perché ricordava la forma della nocca di una mano ma fu Giacomo Buitoni, figlio del socio Francesco, a darle il nome di “Bacio”. Dettaglio romantico se pensiamo che tra Giacomo e Luisa pare ci fosse un’intensa liaison, anche se lei non lasciò mai il marito, dalla cui relazione ebbe 3 figli.

Esiste ancora un libro, nelle mani della bisnipote, con i detti celebri da cui venivano scelte le frasi d’amore che ancora oggi accompagnano le golosissime praline.

immagine luisa spagnoli in bianco e nero

Luisa Spagnoli tutelava i diritti dei suoi dipendenti e soprattutto delle madri lavoratrici

Fu la prima azienda a tutelare i diritti dei suoi lavoratori, in primis delle mamme lavoratrici alle quali veniva consentito di allattare in azienda stessa e per le quali venne ideato un asilo nido aziendale.

Durante la prima Guerra Mondiale Luisa guidò l’azienda da sola, aiutata dai figli e dalle dipendenti, la maggior parte donne, visto che tutti gli uomini erano tutti al fronte. Solidale con tutti, in particolare con i più poveri, regalava cioccolatini, calze e lana ai bisognosi.

Luisa Spagnoli e la moda

Nel 1928 avviò un allevamento di conigli d’Angora nella sua villa di Perugia. Luisa cominciò ad utilizzare questo filato per confezionare prodotti raffinati ed eleganti. I conigli non venivano tosati ma pettinati con cura per ottenere un particolare e delicato tipo di lana. Fondò così l’azienda Angora Spagnoli nel borgo Santa Lucia che produceva capi di maglieria.

Lo stabilimento di Santa Lucia aveva una piscina e casette a schiera per i dipendenti, asili nido per i figli e si organizzavano balli, partite di calcio, attività sportive e feste.

Luisa non ebbe modo di vedere l’ascesa della sua azienda perché mori nel 1935 per un tumore alla gola.

Oggi, Luisa Spagnoli è ricordata come la grande donna visionaria, celebre la sua frase: “la capacità di immaginare quello che ancora non c’è, questo fa la differenza”.

Fu una delle prime donne a tutelare i diritti delle donne lavoratrici e considerando che ancora oggi molte donne sono costrette a lasciare il lavoro perché non tutelate, credo faccia riflettere molto. Proprio per questo la sua storia mi affascina, la storia di una grande donna, di una grande madre.

Leggi anche: Lascia che la vita ti spettini…

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