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Io, mamma bis. Vi racconto la mia storia

Molti dicono che per “pensare” di mettere al mondo un bimbo si debba essere incoscienti. Allora cosa succede se, insieme al tuo compagno di vita, decidi di mettere al mondo un altro bimbo? Da diverso tempo io e Davide, mio marito, pensavamo di dare un fratellino o una sorellina al nostro primo figlio, Federico, che adesso ha 3 anni ed il più delle volte i pareri (non richiesti) di amici e parenti erano discordanti. Da chi ci diceva di farlo presto, subito, in modo da non perdere “l’allenamento” (come se fosse una partita di pallone) ad  altri che invece ci guardavano come chi guarda due poveri pazzi che vogliono ancora riprodursi (della serie il mondo è già affollato cosi com’è) ad altri che per fare del sano terrorismo psicologico ci narravano di primi figli angelici e secondi figli posseduti dal demonio!!!

Nulla di tutto ciò che abbiamo sentito ci ha fatti demordere o spaventare. L’unico limite che ci eravamo dati era la soglia di età, della mia età. Perchè si, per quanto da tempo si dica che ormai l’orologio biologico della donna si è spostato in avanti rispetto a quello delle nostre madri, l’età si sente ed io assolutamente non volevo fare un figlio dopo i 40, che arriveranno a Settembre. Non ne ho mai fatto una questione morale, piuttosto una questione fisica. Ci vuole forza per stare dietro ad un bimbo, figuriamoci a starne dietro  due! E si, la forza fisica, la dinamicità è una questione di età.

I nostri amici scherzando, sapendo del nostro desiderio, ci chiedevano spesso a che punto fosse “Il cantiere” se “i lavori erano in corso” e via con queste metafore edilizie ma pensare di avere una vita intima soddisfacente con un bimbo piccolo che ancora dorme nel lettone è come credere che gli asini possano volare. Ma visto che i bimbi non li porta la cicogna e non li trovi nemmeno sotto i cavoli (provare per credere!) abbiamo deciso di non arrenderci e di provare, quindi, a tentare l’impresa.

Mamma Bis

Ricordo ancora il giorno del primo ritardo del ciclo dopo mesi di malinconica regolarità. Io già non stavo più nella pelle e volevo subito comprare il test. Davide, invece, più razionale, come lo sono gli uomini in questi casi, mi dice di attendere onde evitare cocenti delusioni. Ma se è vero che gli uomini sono razionali è altrettanto vero che noi donne siamo cocciute ed allora ho resistito si, ma solo per un giorno!

In prossimità del periodo natalizio (credo fosse il 20/21 dicembre) ecco allora che ci prepariamo ad accogliere il fatidico verdetto. Ci vogliono circa 3 minuti per il responso del test di gravidanza. Tre miseri minuti che a noi sono sembrati un’eternità. E poi eccolo li, lo smile felice ed il cronometro… Incinta da 3 settimane!!!

Immaginate Ole e Vuvuzela come la finale di campionato quando vince la vostra squadra del cuore e non avrete nemmeno lontanamente l’idea della nostra felicità. Volevamo condividerla con il mondo intero ma un po’ per scaramanzia un po’ perché volevamo esserne sicuri abbiamo temporeggiato e deciso, il giorno dopo, di sottopormi al test del BHCG che, fortunatamente, ha confermato il risultato del test. Sarò Mamma bis! 

Una volta smaltita l’euforia ci siamo chiesto come annunciare la novità a Federico ed ai nostri familiari. Con Federico è stato più facile del previsto. Dopo aver annunciato al piccolino che presto sarebbe diventato il fratello maggiore di un piccolino o di una piccolina sono fioccate, ovviamente, le sue domande. Dov’era il bimbo se lui non lo vedeva? Quando sarebbe arrivato? Era maschietto o femminuccia? Abbiamo deciso di non raccontargli nessuna frottola ma la verità adattata alla sua età anagrafica spiegandogli che il bimbo o la bimba era ancora un piccolo fagiolino che cresceva nella pancia della mamma. Lui rimase talmente soddisfatto della spiegazione che da allora, e per molti mesi, si avvicinava alla mia pancia rivolgendosi al “fagiolino”.

incinta-mamma-bis

Ora rimaneva decidere a come dare la comunicazione ai nonni ed agli zii di “fagiolino” ed il periodo di feste ci è stato propizio. Abbiamo deciso di tenere il segreto per noi ancora per qualche giorno e fare, a tutti, una sorpresa il giorno di Natale prima del pranzo che si sarebbe tenuto a casa nostra. Abbiamo preso un bella scatolina natalizia ed abbiamo messo dentro un ciuccio ed un paio di scarpette da neonato, impacchettato il tutto e messo sotto l’albero.

Eravamo tutti riuniti in cucina a fare il brindisi (io esclusa, ma senza dare nell’occhio) prima del pranzo quando Federico è entrato con il pacchettino in mano consegnandolo ai nonni che ci guardavano stupiti che ci fosse un ennesimo regalo da scartare tra l’altro unico per tutti e quattro (i miei genitori ed i miei suoceri).

Se avessi avuto il cellulare a portata di mano avrei immortalato la faccia stupita e disorientata dei nonni quando, aprendo la scatola, hanno trovato quelli oggetti ormai desueti per il loro nipotino ormai cresciutello. Credo gli ci siano voluti due minuti buoni per realizzare l’idea di quello che quei due oggetti volessero significare ma quando hanno capito quegli stessi occhi increduli si sono velati di lacrime ed alla felicità hanno partecipato pure gli zii e la mia nonna paterna, la bisnonna di Federico, che adesso guarderà dal cielo il nuovo arrivato/a.

E, in quello stesso momento è partito, unanime, il desiderio: “Speriamo che sia femmina!!!”……… Continua……….

 

 

Simona

 

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