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Tinta in gravidanza: quale scegliere per non correre rischi

Nonostante non sia un medico, arrivata alla mia terza gravidanza, posso affermare di avere la giusta esperienza per quanto riguarda i trattamenti beauty che si possono fare o meno durante i nove mesi di dolce attesa. Come mi ha scritto qualche giorno fa una mia amica, la gravidanza non è un ergastolo, dura solo 9 mesi e sarebbe opportuno evitare qualsiasi trattamento che possa essere nocivo per il bimbo in grembo e per la mamma. Come la mettiamo quindi con la tinta per capelli?

Tinta per capelli, scegliere le alternative

Ci sono diverse scuole di pensiero, chi dice che le tinte non danneggiano in alcun modo il bimbo, chi invece sostiene che le loro componenti chimiche possano arrecare danni.

Il mio consiglio è quello di evitare le colorazioni per capelli almeno per i primi 3 mesi di gestazione proprio perché comincia a formarsi l’embrione e rappresenta una delle fasi più delicate della gravidanza. E’ buona norma però, almeno secondo quanto suggerito dal mio ginecologo, aspettare almeno il quinto/sesto mese di gravidanza.

Se avete pochi capelli bianchi, potete comunque optare per un refill spray per coprire le zone specifiche ed evitare di ricorrere alle tinte.

Altra ottima alternativa alla “classica” tinta per capelli, l’henné, come la linea Botanea di L’Orèal. Io l’ho provata nel salone del mio parrucchiere di fiducia, Mirko Battipaglia, accertandomi però che le erbe tintorie utilizzate non mi provocassero nessuna reazione allergica. In gravidanza infatti la sensibilità cutanea può cambiare e quindi bisogna prima testare il prodotto su una piccola zona della pelle.

Herbatint, la colorazione con estratti vegetali biologici

Altra ottima alternativa alla colorazione per capelli tradizionale, è Herbatint, che ho provato dopo il quarto mese di gravidanza. Una colorazione arricchita da estratti vegetali biologici quindi sicura anche in gravidanza e allattamento. E’ un gel colorante che non contiene ammoniaca, resorcina, parabeni e alcol.

Scegliere le colorazioni senza ammoniaca come Inoa di L’Orèal

Altra colorazione che si potrebbe effettuare dopo i primi mesi, è quella senza ammoniaca, come Inoa di l’Orèal che ho avuto il piacere di provare sempre da Mirko Battipaglia. La colorazione è infatti prima di ammoniaca e svolge un’azione delicata sui capelli.

Sì alle schiariture, soprattutto se effettuate su piccole ciocche con carta stagnola perché non vanno ad agire sul cuoio capelluto ma solo sulle lunghezze. Optate sempre per quelle che utilizzano componenti più naturali.

schiariture in gravidanza

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